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Cantiere che mostra costruzioni in corso

Costruzioni, il mercato torna a crescere nel 2026: quali segmenti stanno trainando gli investimenti

Dal boom dei bonus edilizi a un nuovo equilibrio del mercato

Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha vissuto una fase difficile. L’introduzione del Superbonus e degli altri incentivi fiscali ha generato una crescita straordinaria, alimentando investimenti, cantieri e domanda lungo tutta la filiera.

Chi opera nel settore ha visto aumentare rapidamente ordini, richieste e opportunità. Allo stesso tempo, però, quella crescita era fortemente legata a misure straordinarie che, per loro natura, non potevano durare all’infinito.

Il 2025 ha rappresentato un momento di transizione. Con il progressivo ridimensionamento degli incentivi, il mercato ha registrato una lieve flessione che per molti osservatori era ampiamente prevista. Non si è trattato di una crisi del comparto, ma piuttosto di una fase di assestamento dopo anni eccezionali.

I dati dell’Osservatorio Congiunturale ANCE 2026 mostrano infatti un settore che sta ridefinendo i propri equilibri. La differenza rispetto al passato è che oggi la crescita non dipende più quasi esclusivamente dai bonus fiscali, ma da fattori più diversificati e potenzialmente più stabili nel tempo.

Questo cambiamento è particolarmente significativo perché segna il passaggio da una crescita trainata dagli incentivi a una domanda sostenuta da investimenti pubblici, trasformazioni urbane e nuove esigenze abitative. Un percorso meno spettacolare rispetto agli anni del Superbonus, ma probabilmente più sostenibile nel lungo periodo.

Opere pubbliche e PNRR: il motore principale della crescita

Se c’è un elemento che sta sostenendo il ritorno alla crescita del mercato nel 2026, è senza dubbio il ruolo delle opere pubbliche.

Secondo le analisi di ANCE, la fase finale di attuazione del PNRR continua a generare una domanda significativa di interventi su tutto il territorio nazionale. Si tratta di investimenti che riguardano ambiti molto diversi tra loro, ma accomunati da un forte impatto sulla filiera delle costruzioni.

Tra i segmenti più dinamici troviamo le infrastrutture per la mobilità, gli interventi di riqualificazione urbana, l’edilizia scolastica, le opere pubbliche strategiche e i progetti legati alla modernizzazione dei servizi territoriali.

Basta osservare ciò che accade in molte città italiane. La riqualificazione di una stazione ferroviaria, la costruzione di un nuovo polo scolastico o il recupero di un’area urbana degradata non generano lavoro soltanto per le imprese di costruzione. Coinvolgono una rete molto più ampia di operatori.

Ogni intervento attiva infatti una domanda che interessa materiali da costruzione, impiantistica, serramenti, sistemi per l’efficienza energetica, tecnologie digitali, illuminazione e forniture specialistiche. È proprio questo effetto moltiplicatore a rendere particolarmente rilevante la crescita degli investimenti pubblici.

Come evidenziato anche da Edilportale, la previsione di aumento degli investimenti costruzioni nel 2026 trova una delle sue principali spiegazioni proprio nella spinta proveniente dalle opere finanziate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Per molte aziende della filiera, quindi, il tema non riguarda soltanto l’aumento dei cantieri. Riguarda la possibilità di inserirsi in progetti sempre più complessi, dove innovazione, sostenibilità e qualità delle forniture diventano elementi decisivi.

Casa e riqualificazione: un mercato che resta centrale

Accanto agli investimenti pubblici, il tema della casa continua a essere centrale nel futuro delle costruzioniSecondo ANCE, la questione abitativa avrà un peso sempre maggiore nei prossimi anni. Il possibile ritorno di un Piano Casa e le difficoltà di accesso agli immobili, soprattutto nelle grandi città, stanno riportando l’attenzione su questo tema. 

Non si parla solo di edilizia. La casa è anche una questione legata allo sviluppo dei territori e alla qualità della vita delle persone. Oggi la sfida non riguarda soltanto la costruzione di nuove abitazioni. In molte città il punto principale è recuperare e valorizzare gli edifici già esistenti. Molti quartieri costruiti nei decenni passati hanno bisogno di interventi. Servono lavori di ammodernamento, miglioramenti energetici e spazi più adatti alle esigenze attuali.

In questi casi costruire da zero non sempre è la scelta migliore. Recuperare ciò che esiste può essere una soluzione più efficace. Può ridurre i costi e limitare il consumo di nuovo territorio. Per questo la rigenerazione urbana continua a essere uno dei settori più interessanti del mercato. Gli interventi non riguardano solo i singoli edifici. Spesso coinvolgono interi quartieri. L’obiettivo è migliorare servizi, vivibilità e sostenibilità degli spazi urbani. 

Anche l’efficientamento energetico mantiene un ruolo importante. La stagione dei grandi incentivi si è ridotta, ma la necessità di consumare meno energia resta una priorità. Famiglie, imprese e amministrazioni continuano a cercare soluzioni per ridurre sprechi e costi. Per questo gli interventi su edifici e impianti restano un tema centrale.

Nel frattempo stanno cambiando anche le modalità dell’abitare. Soprattutto nelle grandi città stanno crescendo nuove formule, come student housing, residenze temporanee, co-living e progetti abitativi integrati. Sono soluzioni che cercano di rispondere a esigenze diverse. Più flessibilità, nuovi servizi e un modo diverso di vivere gli spazi.

Quali opportunità per aziende, progettisti e produttori

Quando si parla di crescita del mercato, è naturale chiedersi quali siano i segmenti destinati a beneficiarne maggiormente. La risposta è che le opportunità non riguardano soltanto le grandi imprese impegnate nelle infrastrutture. L’intera filiera può trarre vantaggio da questa nuova fase.

Per i produttori di materiali da costruzione e tecnologie ediliziesi aprono prospettive interessanti. L’aumento degli investimenti pubblici e gli interventi di riqualificazione stanno aumentando la richiesta di soluzioni più efficienti, resistenti e sostenibili.

Anche le aziende che operano nel settore delle finiture e dei rivestimenti possono beneficiare della crescita dei progetti di recupero urbano. In questi interventi la qualità degli spazi interni ed esterni diventa sempre più importante. 

Un discorso analogo riguarda il settore dei serramenti e dell’involucro edilizio.Le prestazioni energetiche degli edifici sono ormai un elemento centrale nella progettazione. Questo sta spingendo la domanda verso prodotti capaci di migliorare isolamento, efficienza e comfort abitativo. 

Nuove opportunità arrivano anche dall’illuminazione tecnica e dai sistemi intelligenti per la gestione degli edifici. Le nuove costruzioni e le riqualificazioni richiedono soluzioni integrate. Sistemi in grado di migliorare il comfort e, allo stesso tempo, controllare i consumi. 

Una fase interessante riguarda anche studi di progettazione e architettura. I progetti stanno diventando più complessi. Servono competenze diverse, capacità di coordinamento e una conoscenza sempre più approfondita di normative, sostenibilità e innovazione tecnologica. 

Anche le imprese specializzate nella riqualificazione possono guardare con attenzione ai prossimi anni. Molti interventi riguarderanno infatti il recupero e la trasformazione degli edifici esistenti. Un settore che richiede competenze tecniche specifiche e una crescente capacità di gestione del progetto. 

La crescita prevista per il 2026, quindi, non interessa soltanto pochi grandi operatori. Coinvolge un ecosistema articolato, nel quale ogni segmento può trovare nuove occasioni di sviluppo.

Uno scenario da monitorare oltre il 2026

Il mercato delle costruzioni sta entrando in una fase diversa rispetto a quella vissuta negli anni dei bonus fiscali. L’eccezionalità del Superbonus ha lasciato spazio a uno scenario più equilibrato, dove la crescita dipende da una combinazione di fattori: investimenti pubblici, attuazione del PNRR, domanda abitativa, riqualificazione urbana ed evoluzione delle esigenze energetiche degli edifici.

Secondo le analisi di ANCE e le rilevazioni riportate da ANSA Economia, il settore dispone ancora di importanti margini di sviluppo. Tuttavia, la competitività non dipenderà soltanto dalla capacità di acquisire nuovi lavori.

Le aziende che riusciranno a distinguersi saranno quelle in grado di innovare processi, prodotti e modelli di collaborazione. La capacità di integrare competenze diverse, investire in tecnologie e rispondere alle nuove esigenze del mercato diventerà un elemento sempre più importante.

Dopo anni caratterizzati da una crescita eccezionale e difficilmente replicabile, il comparto sembra avviarsi verso una fase più matura. Una fase in cui la qualità dei progetti, l’innovazione e la capacità di fare rete lungo tutta la filiera potrebbero contare più degli incentivi che hanno trainato il mercato negli anni passati.