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Ingegnere che lavora su un progetto tecnico per gare di ingegneria e architettura 2026

Gare di ingegneria e architettura: +67,1% nel 2026

Le gare di ingegneria e architettura 2026 confermano una fase di forte espansione della domanda pubblica. Nel primo semestre dell’anno il valore complessivo dei bandi per servizi di ingegneria e architettura, comprensivi della progettazione esecutiva prevista negli appalti integrati, ha raggiunto 1,6628 miliardi di euro, registrando una crescita del 67,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato arriva dall’Osservatorio OICE/Informatel e rappresenta il valore delle procedure pubblicate. Non coincide quindi con il fatturato già maturato dagli studi professionali o dalle società di ingegneria. È però un indicatore molto utile, perché mostra con chiarezza dove la Pubblica Amministrazione sta concentrando gli investimenti e quali competenze saranno richieste nei prossimi mesi.

Per chi opera nella progettazione il segnale è positivo. L’aumento dei bandi indica infatti un mercato più dinamico, nel quale cresce la richiesta di progettazione, coordinamento tecnico e gestione digitale dei processi. Naturalmente il valore delle gare non si tradurrà automaticamente nello stesso volume di incarichi, ma rappresenta comunque un’importante misura della vitalità del settore.

Per tutta la filiera delle costruzioni, dai progettisti ai produttori di materiali, passando per imprese e consulenti tecnici, questi numeri anticipano le direzioni verso cui si stanno orientando gli investimenti pubblici. Comprendere questi trend significa prepararsi meglio alle opportunità future.

Il mercato dei servizi tecnici supera 1,66 miliardi di euro

I dati del primo semestre raccontano un mercato che continua a mantenersi su livelli molto elevati.

Nel dettaglio, il valore complessivo comprende:

  • 1.504,4 milioni di euro relativi ai servizi di ingegneria e architettura;
  • 158,4 milioni di euro destinati alla progettazione esecutiva compresa negli appalti integrati;
  • un totale di 1.662,8 milioni di euro;
  • una crescita del 67,1% rispetto al primo semestre del 2025.

Non si tratta del record assoluto degli ultimi anni, ma di uno dei risultati più importanti dal 2018, inferiore soltanto ai picchi registrati nel 2022 e nel 2023.

Il dato assume ancora più valore se si considera il contesto. Dopo una fase caratterizzata dall’avvio di numerosi interventi finanziati con il PNRR, il mercato continua infatti a mostrare una domanda sostenuta di servizi tecnici. Questo significa che la progettazione rimane un elemento centrale per programmare e realizzare opere pubbliche sempre più complesse.

Dietro questi numeri non cresce soltanto il volume economico delle procedure. Cambia anche la qualità della domanda. Le amministrazioni cercano sempre più spesso competenze integrate, capaci di accompagnare il progetto dalle prime fasi di studio fino alla gestione digitale delle informazioni durante tutto il ciclo di vita dell’opera.

In altre parole, oggi non basta elaborare un buon progetto. Diventa fondamentale saper lavorare all’interno di team multidisciplinari, utilizzare strumenti digitali condivisi e garantire un dialogo continuo tra progettazione, esecuzione e gestione.

Giugno rafforza la crescita

L’accelerazione del semestre è stata sostenuta anche dall’andamento di giugno. Nel solo mese di giugno il valore dei bandi è cresciuto del 90,7% rispetto allo stesso mese del 2025.

Un incremento così marcato può dipendere anche dalla pubblicazione di alcune gare di importo particolarmente elevato. Per questo motivo è sempre opportuno leggere il dato all’interno dell’intero semestre e non considerarlo come una tendenza valida per ogni singolo mese.

Resta però evidente un aspetto: la domanda pubblica continua a mantenere un ritmo sostenuto. Per gli operatori del settore significa un flusso di opportunità distribuite su più ambiti progettuali, dalle infrastrutture all’edilizia pubblica, fino agli interventi di riqualificazione urbana.

Crescono anche le gare dedicate alla sola progettazione

Uno degli aspetti più interessanti riguarda le gare di progettazione, cioè quelle procedure che interessano più direttamente studi di architettura e società di ingegneria. Nel primo semestre 2026 questo segmento raggiunge un valore complessivo di 446,4 milioni di euro, con una crescita del 62,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il dato dimostra che l’incremento del mercato non dipende esclusivamente dai grandi affidamenti multidisciplinari. Anche la domanda di progettazione continua infatti a rafforzarsi, coinvolgendo numerose attività professionali.

Tra quelle maggiormente richieste rientrano:

  • progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE);
  • progettazione definitiva ed esecutiva;
  • coordinamento tra discipline progettuali;
  • verifica della qualità progettuale;
  • gestione digitale dei modelli e delle informazioni.

Per molti studi questo rappresenta un cambiamento importante. La committenza pubblica richiede sempre più spesso competenze trasversali, capacità organizzative e una forte integrazione tra professionalità diverse.

Non è quindi sufficiente presentare un progetto tecnicamente corretto. Diventa essenziale dimostrare esperienza nella gestione di processi articolati, rispettare tempi sempre più stringenti e utilizzare strumenti digitali in grado di facilitare il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.

La progettazione, in questo scenario, assume un ruolo ancora più strategico. Una buona fase progettuale consente infatti di ridurre imprevisti durante l’esecuzione dei lavori, migliorare il controllo dei costi e aumentare la qualità complessiva dell’opera. È proprio per questo che le amministrazioni stanno investendo con maggiore continuità nei servizi tecnici.

Accordi quadro, BIM e appalti integrati trainano la domanda

L’aumento delle gare di ingegneria e architettura 2026 non dipende da un solo fattore. A sostenere il mercato sono soprattutto alcune modalità di affidamento che stanno assumendo un peso sempre maggiore nelle strategie della Pubblica Amministrazione.

Tra queste spiccano gli accordi quadro, la diffusione del BIM e la crescita degli appalti integrati. Sono strumenti diversi tra loro, ma hanno un elemento in comune: richiedono organizzazione, competenze multidisciplinari e una gestione sempre più strutturata del progetto.

Il peso degli accordi quadro

Nel primo semestre 2026 gli accordi quadro registrano una crescita del 44,7%. Questo tipo di procedura permette alla stazione appaltante di selezionare uno o più operatori economici e di definire in anticipo le condizioni per futuri affidamenti. In pratica si costruisce una cornice contrattuale entro la quale potranno essere assegnati i singoli incarichi.

È importante, però, interpretare correttamente questo dato. Il valore economico dell’accordo quadro rappresenta il potenziale massimo della procedura, ma non coincide automaticamente con il lavoro che sarà effettivamente affidato.

Occorre quindi distinguere tre livelli:

  • il valore complessivo della procedura;
  • i contratti applicativi realmente attivati;
  • i ricavi che gli affidatari matureranno nel tempo.

Questa distinzione aiuta a leggere il mercato con maggiore equilibrio. I numeri sono molto positivi, ma una parte delle risorse potrà essere utilizzata solo progressivamente, in funzione delle esigenze delle amministrazioni.

La domanda di competenze BIM

La digitalizzazione continua a trasformare il settore delle costruzioni e la progettazione ne è uno degli esempi più evidenti. L’accordo quadro Consip da 58 milioni di euro, suddiviso in 11 lotti, dedicato ai servizi professionali BIM per la Pubblica Amministrazione, rappresenta un segnale chiaro della direzione intrapresa.

Sempre più amministrazioni chiedono professionisti in grado di lavorare secondo processi digitali condivisi. Non si tratta soltanto di produrre un modello tridimensionale. Il BIM consente infatti di raccogliere, aggiornare e condividere tutte le informazioni utili durante il ciclo di vita dell’opera.

Questo approccio migliora il coordinamento tra progettisti, imprese e stazioni appaltanti. Riduce il rischio di errori progettuali, facilita la verifica delle interferenze e permette un controllo più preciso di tempi e costi.

Per studi professionali e società di ingegneria significa investire non solo in software, ma anche nella formazione del personale e nell’organizzazione interna. La competenza digitale sta diventando un elemento competitivo sempre più importante.

Appalti integrati e progettazione esecutiva

Anche gli appalti integrati continuano a crescere. Nel primo semestre 2026 la progettazione esecutiva compresa in queste procedure raggiunge 158,4 milioni di euro, con un incremento del 121,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Negli appalti integrati progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori vengono affidate con un’unica procedura. Questo modello può accelerare i tempi di realizzazione delle opere, ma richiede anche una collaborazione molto stretta tra imprese e progettisti.

La qualità del coordinamento diventa quindi determinante. Una progettazione ben sviluppata riduce modifiche in corso d’opera, limita i contenziosi e migliora l’efficienza dell’intervento.

Per questo motivo cresce il valore delle competenze organizzative oltre a quelle puramente progettuali.

Partenariato pubblico-privato: aumentano le procedure

Anche il partenariato pubblico-privato (PPP) mostra una crescita significativa. Nel primo semestre 2026 le procedure avviate sono state 463, contro le 183 registrate nello stesso periodo del 2025. L’incremento è pari al 153%. È bene precisare che questa percentuale riguarda esclusivamente il numero delle procedure. Non indica il loro valore economico né il numero di opere già concluse.

Il dato resta comunque significativo perché evidenzia una crescente propensione delle amministrazioni a coinvolgere operatori privati nella realizzazione e nella gestione di interventi complessi. Il PPP trova applicazione soprattutto nella rigenerazione urbana, nelle infrastrutture, nell’edilizia sanitaria, nei servizi pubblici e nella valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Per progettisti e imprese significa confrontarsi con operazioni spesso articolate, nelle quali capacità tecnica, sostenibilità economica e gestione del rischio devono procedere insieme.

Quali opportunità si aprono per progettisti e imprese

L’evoluzione del mercato non si traduce semplicemente in un maggior numero di gare. Cambiano anche le competenze richieste e il modo di partecipare alle procedure.

Oggi cresce la domanda di:

  • professionalità altamente specializzate;
  • incarichi multidisciplinari;
  • competenze BIM e gestione informativa;
  • capacità organizzativa;
  • esperienze documentabili e referenze qualificate.

Sempre più spesso i bandi richiedono la collaborazione tra figure diverse. Architetti, ingegneri strutturisti, impiantisti, geologi, specialisti ambientali e BIM manager lavorano all’interno dello stesso progetto.

Di conseguenza acquistano valore reti professionali, consorzi e raggruppamenti temporanei. Fare squadra permette di partecipare a procedure più complesse e di offrire competenze integrate, sempre più richieste dalle stazioni appaltanti. Anche le aziende produttrici possono assumere un ruolo più strategico. Mettere a disposizione dati tecnici aggiornati, capitolati, certificazioni e oggetti BIM facilita il lavoro dei progettisti e rende più semplice l’integrazione dei prodotti nei progetti. La collaborazione tra industria e progettazione diventa quindi un elemento competitivo per tutta la filiera.

Un mercato in crescita, ma con alcune criticità

Il quadro generale è positivo, ma non mancano alcuni aspetti da monitorare. Una parte degli accordi quadro potrebbe essere utilizzata solo in misura parziale. Questo significa che il valore pubblicato non sempre si trasformerà integralmente in incarichi effettivi. Resta inoltre aperto il tema dei compensi professionali, soprattutto nelle procedure più complesse, così come quello dei contratti a corpo, che possono trasferire sul progettista una quota significativa del rischio operativo.

Un’altra criticità riguarda la concentrazione degli incarichi di maggiore valore nelle mani di operatori già molto strutturati. Per gli studi più piccoli diventa quindi essenziale costruire partnership, investire nella specializzazione e rafforzare la propria capacità organizzativa.

La crescita del mercato rappresenta dunque una grande opportunità, ma richiede anche un’evoluzione delle competenze e dei modelli organizzativi.

Un mercato che premia competenze, innovazione e collaborazione

I dati del primo semestre 2026 confermano che la domanda pubblica di servizi tecnici continua a sostenere il settore delle costruzioni. La progettazione assume un ruolo sempre più centrale e si integra con digitalizzazione, gestione delle informazioni, innovazione tecnologica e collaborazione tra professionalità differenti.

Per progettisti, imprese e aziende della filiera non basta più rispondere alle esigenze tecniche del singolo incarico. Diventa fondamentale costruire competenze trasversali, investire nella qualità dei processi e sviluppare collaborazioni stabili lungo tutta la catena del valore.

È proprio questa evoluzione che rende sempre più importante il confronto tra professionisti, imprese, produttori e operatori del settore. ARKEDA 2026, in programma dal 27 al 29 novembre alla Mostra d’Oltremare di Napoli, rappresenterà un’occasione concreta per approfondire queste trasformazioni, conoscere nuove tecnologie e creare relazioni utili per affrontare un mercato in continua evoluzione.