EUmiers: i 21 candidati al premio più importante per l’architettura
Ogni due anni, nel mondo dell’architettura succede una cosa interessante: si prova a fare il punto su cosa sta succedendo davvero nel progetto contemporaneo europeo. Non in teoria, ma attraverso edifici reali, costruiti e utilizzati. È questo il senso degli EUmies Awards 2026, il Premio dell’Unione Europea per l’Architettura Contemporanea – Mies van der Rohe Award. Osservando i progetti selezionati si capiscono le direzioni e i temi emergenti della disciplina.
L’edizione 2026 parte da numeri importanti: 410 opere selezionate del triennio 2023-2025 in 40 paesi europei,. Dentro questa grande mappa dell’architettura contemporanea ci sono anche 21 candidati italiani.
Non ci sono solo grandi musei o edifici iconici. Molti progetti parlano di scuole, recuperi architettonici, spazi pubblici, architetture produttive e piccoli interventi nel paesaggio. In altre parole, l’architettura quotidiana. Quella che davvero cambia il modo in cui viviamo le città.
Cos’è il premio EUmies Awards
Gli EUmies Awards sono il punto di riferimento per chi vuole capire cosa sta succedendo nell’architettura europea oggi.
Si tengono ogni due anni grazie alla collaborazione tra la Commissione Europea e la Fundació Mies van der Rohe di Barcellona.
L’idea alla base del premio è semplice: osservare come cambiano gli edifici e gli spazi in Europa. Non si guarda solo alla bellezza delle forme. Si considera anche come un edificio vive nel suo contesto, se migliora la vita delle persone e quanto è sostenibile. In pratica, il premio premia progetti concreti. Non solo immagini perfette su una rivista, ma edifici che funzionano davvero nella vita di tutti i giorni.
Per esempio, una scuola o una piazza riqualificata possono sembrare piccoli progetti, ma raccontano molto sul modo in cui pensiamo gli spazi collettivi oggi. E proprio questa attenzione alla concretezza distingue gli EUmies Awards da altri premi più “accademici”.
EUmies Awards 2026: un osservatorio sull’architettura europea
Le 410 opere candidate agli EUmies Awards 2026 raccontano un panorama molto vario. Ci sono grandi interventi culturali, infrastrutture urbane, edilizia residenziale, ma anche progetti più piccoli e sperimentali. Negli ultimi anni, tra l’altro, il premio ha iniziato a valorizzare sempre di più interventi di rigenerazione e riuso, segno di un cambiamento importante nel modo di fare architettura.
Chi progetta oggi lo sa bene: costruire ex novo è spesso la parte più semplice. La vera sfida è intervenire sull’esistente, lavorare dentro contesti complessi, trovare nuovi usi per edifici abbandonati.
Molti dei progetti selezionati per il 2026 vanno proprio in questa direzione.
I 21 progetti italiani candidati
All’interno di questa selezione europea, l’Italia partecipa con 21 progetti. Non è un numero enorme, ma è abbastanza per dare un’idea di cosa si stia muovendo nel panorama architettonico italiano. Ecco l’elenco completo delle opere candidate:
- Punto Luce Gallaratese – AOUMM
- Il Progetto del Tempo – restauro dell’ex Chiesa di San Barbaziano – Studio Poggioli
- Scuola per l’infanzia a Sforzacosta – BDR Bureau
- Narrow House – Lorenzo Guzzini Architecture
- Casa di Belmondo – Orizzontale / La Rivoluzione delle Seppie
- La Cittadella dell’Accoglienza – CZA Cino Zucchi Architetti
- Bicocca Superlab – Balance Architettura
- Caffè Nazionale – AMAA
- NC Headquarters – bdfarchitetti
- Stazione Metropolitana Napoli Centro Direzionale – EMBT Architects
- Bicocca Pavilion – Piuarch
- Stones Venue – Associates Architecture
- Villaggio Normann Belvedere – Francesco Careri
- Cantina di Guado al Tasso – asv3-officina di architettura
- Bonfiglioli Headquarters – Peter Pichler Architecture
- Astronomical Pole – Studio Marco Castelletti
- Badhaus – bergmeisterwolf / Contrapunct
- Scuole gemelle – Enrico Molteni Architecture
- Corte Renèe – Bricolo Falsarella associati
- Casa a Lottano – Emanuele Scaramellini Architetto
- Teatro Borsoni – ARW Associates / Brescia Infrastrutture
A colpo d’occhio si capisce subito una cosa: non esiste una sola architettura italiana contemporanea. Ci sono linguaggi molto diversi tra loro, dal minimalismo alpino fino a interventi urbani più complessi.
Tre tendenze che emergono dai progetti italiani
Guardando con un po’ di attenzione la lista dei progetti candidati agli EUmies Awards 2026, si possono individuare alcune linee comuni.
- Il ritorno del progetto sul costruito: sempre più architetti lavorano su edifici esistenti. Il restauro dell’ex Chiesa di San Barbaziano, ad esempio, è un caso interessante: un edificio storico che viene reinterpretato con sensibilità contemporanea senza perdere la memoria del luogo.
- Architetture per la comunità: scuole, centri culturali, spazi pubblici. L’architettura torna a confrontarsi con la dimensione sociale. Un esempio è la Scuola per l’infanzia a Sforzacosta, dove il progetto lavora molto sulla relazione tra spazi interni, cortili e paesaggio. Non è solo un edificio scolastico, ma un ambiente educativo.
- Il dialogo con il paesaggio: diversi progetti lavorano con grande attenzione sul rapporto tra architettura e territorio. Come Casa a Lottano, progettata da Emanuele Scaramellini nelle Alpi. Qui l’architettura non cerca di imporsi sul paesaggio, ma di dialogare con esso attraverso materiali, proporzioni e orientamento.
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